Inserito da: taniaolaf | Ottobre 1, 2008

Intervista a Marco Travaglio per “Affari”

Giornalisti/ “Sbaglio anche io, ma non si possono dire falsità sul mio conto”. Marco Travaglio ad Affari
Martedí 30.09.2008 18:00


Marco Travaglio

Giornalisti come fratelli coltelli. Non passa giorno i nomi noti delle news italiane si attacchino l’un l’altro. Tra i protagonisti di queste schermaglie c’è Marco Travaglio. Affari lo ha intervistato.

Travaglio, la polemica è il sale del giornalismo, ma forse qui si esagera. Non crede?
“Non c’è alcuna polemica da parte mia. Se qualcuno, come ha fatto Giuseppe D’Avanzo, dice che mi faccio pagare le vacanze della mafia io rispondo, dimostrando che non è vero. In casi simili divento una belva e non mi interessa nulla di fare pace o di prendere un caffè con D’Avanzo. Su certe cose non si scherza: o sono vere o non sono vere. Mentre quando mi si fa una critica io lascio scrivere, senza replicare”

E la querelle con Filippo Facci?
“E’ un poveretto, va sempre a rimorchio degli altri, non ha mai fatto un servizio. Si è accodato alla polemica lanciata da D’Avanzo, ma gli è andata male visto che ho dimostrato, ricevute alla mano, che i conti delle mie vacanze siciliane li ho pagati io e non certo la mafia”

Nei giorni scorsi nella sua rubrica sull’Unità è andato a dare man forte a Beatrice Borromeo nella polemica che la opponeva a Bruno Vespa?
“Beatrice Borromeo ha detto che “Porta a porta” è un programma fatto su misura per i politici e non per informare il pubblico. E Vespa le ha risposto che l’ex premier spagnolo voleva esportare il format di “Porta a porta” in Spagna. Ho trovato divertente che nella risposta di Vespa ci fosse di fatto la conferma di quello che aveva detto la Borromeo. E ancor più divertente vedere Vespa messo sotto da una ragazza di vent’anni. Basta poco per polverizzare certi mostri sacri, basta avere l’onesta e il candore di dire: “Il Re è nudo”".

Gad Lerner ha detto di apprezzare il suo talento, ma di avere l’impressione che lei non sappia graduare l’intensità dei suoi attacchi giornalistici, cogliendo i chiaroscuri della realtà?
“E’ il genere di critica che accetto tranquillamente e su cui rifletto, tanto più se viene da un
collega intelligente e più anziano di me. Molte volte in passato posso aver ecceduto, non ho problemi a riconoscerlo, ma non accetto che si dicano cose false sul mio conto”

Non si sente un po’ Don Chischiotte a volte?
“No, semplicemente intendo il mestiere giornalistico in un modo non impiegatizio. E questo porta a
fare domande scomode ogni tanto e a far arrabbiare qualcuno. All’estero questo è normale, in Italia è considerato stravagante”.

Luca Vaglio


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